Lea Gramsdorff in "Macbeth on the road"

(ph L. Atzori)


Macbeth On the Road è uno spettacolo-laboratorio di Urban Theatre della compagnia Akròama e diretto da Lelio Lecis, che vede in scena giovani attori sardi ma anche provenienti da altri paesi europei ed extraeuropei come Polonia, Austria, Argentina e Spagna.

(ph L. Atzori)

Fa parte del Progetto di Residenza artistico-creativo Living Macbeth, incentrato sulla promozione di nuovi artisti e la formazione attraverso laboratori finalizzati alla produzione artistica anche in spazi urbani, non solo tra le mura di un teatro.
L'idea progettuale coinvolge, oltre al regista Lelio Lecis, altri maestri come Raimondo Guarino (docente al DAMS di Roma), Pino Di Buduo (del Teatro Potlach), Rui Madeira (direttore della Companhia de Teatro de Braga).
Nella doppia veste di docenti e interpreti saranno protagonisti poi gli attori Lea Gramsdorff, Simeone Latini, Tiziana Martucci.

Il progetto, dopo la prima fase di workshop in residenze quali Desulo, Lula, Dorgali, Meana Sardo e diversi spazi nella città di Cagliari, prevede poi un debutto vero e proprio dello spettacolo con rappresentazioni in Italia e all'estero.



"Gli artigiani della lettura". Lea e L'Isola delle Storie

L’attesa sta per finire. L’Isola delle Storie riapre il sipario ai suoi ospiti e alle sue trame.
Il racconto e le suggestioni di chi, quelle storie, le racconta AD ALTA VOCE


Manca pochissimo all’inizio di uno dei festival letterari più attesi in Italia. L’Isola delle Storie riaccende i motori con l’edizione numero 14. Ma quando si parla del festival di Gavoi, quando si tenta di restituire in scrittura tutta la bellezza di un festival letterario di questa portata, non si parla, quasi mai, di chi a quei libri presta la propria voce. 

Tutto ha inizio all’alba delle nostre vite con un “C’era una volta…” di qualcuno che sta seduto a fianco del tuo letto e prova a farti addormentare. Chi ha un libro in mano, chi invece ha la fantasia per inventarsela quella fiaba. L’oralità di un racconto attraverso la voce di un libro. Si inizia così ad abitare mondi, a emozionarsi. E sono le emozioni a influenzare i processi cognitivi. 

Leggere, leggere e quando è possibile ad alta voce. Lo sapevano bene Charles Dickens e Mark Twain che amavano leggere i propri libri in pubblico. Mark Twain in particolare

Ego Sum/Deu Seu - collettiva

TRIGU ospita
EGO SUM/DEU SEU
Ideazione e progetto a cura di Angelo Zedda
in collaborazione con TRIGU

Opere in esposizione di:
Annalisa Achenza, Francesco Amadori, Maria Francesca Angius, Alessandro Artizzu, Gianni Atzeni, Andrea Casciu, Francesca Casu, Federico Crisa, Ilaria Gorgoni, Lea Gramsdorff, Jubanna, Silvia Locci, Fabio Costantino Macis, Franco Marras, Veronica Paretta, Pastorello, Marco Pautasso, Antonello Roggio, Laura Saddi, Maria Jole Serreli, Angelo Zedda.



Ego Sum/Deu Seu è un'espressione semplice e concisa che in sé racchiude un profondo significato, ossia attesta la consapevolezza da parte dell'individuo che la pronuncia del proprio essere fisico, mentale e spirituale.
La collettiva è il secondo appuntamento del progetto “Strettart” dell’artista Angelo Zedda, che in queste occasioni vuole dare la possibilità di un dialogo fra gli artisti e tra questi e la comunità in cui essi agiscono mettendo in mostra le differenti ricerche di ognuno che trovano poi unione nell’obiettivo comune che è l'arte.


Opening: venerdì 24 marzo 2017 - h. 19.00
25 marzo / 2aprile 2017    h 18/ 21
TRIGU,  via Corte d'Appello 27, CAGLIARI


source: trigulab

"Lea Gramsdorff e il segreto di Euripide"

(ph S. Fanni)
Lea Gramsdorff e il segreto di Euripide

Cosimo Filigheddu
(SardegnaBlogger, 5 dicembre 2016)


Medea eroica e disperata, stirpe di maga e umana nella sua carne di donna. È il personaggio della tragedia greca che più di ogni altro esprime l’immortale capacità di introspezione psicologica di quella sorta di cerimonia religiosa e sociale dalla quale nel quinto secolo prima di Cristo scaturì il teatro nel senso in cui ancora lo intendiamo.
Interpretare o reinterpretare Euripide, scovandone la segreta universalità, è come scavare nei misteri brulicanti di una creazione, nel momento in cui sono state scoperti e rappresentati i meccanismi dell’animo umano. E che a muoverli sia la trascendenza del dio dei tragici o l’immanenza del dio moderno chiamato inconscio, è sempre una sfida terribile.
Lea Karen Gramsdorff l’ha vinta con questa sua Medea prodotta da Akroama e presentata al Parodi di Porto Torres nella bella rassegna organizzata dalla Compagnia Teatro Sassari.
L’artista l’ha scritta, interpretata e ne ha curato la regia affidando a Simeone Latini tutti i personaggi maschili: Creonte, Giasone ed Egeo. Ottima la prova dell’attore che si moltiplica nel re poco regale dal bicchiere in mano, dal respiro affannato e dal passo incerto; nel vile e irriconoscente marito fedifrago e borghesemente arrivista che delle glorie degli argonauti non ha più neppure memoria; e nell’inutilmente leale amico disposto a ospitare la maga in disgrazia. L’attrice, dal canto suo, si è incarnata nell’eroina esprimendo il vero senso della Medea di Euripide, cioè tutta la sofferenza esistenziale dei tempi di guerra totale in cui questa tragedia venne rappresentata per la prima volta, la Guerra del Peloponneso, quella che spaccò in due l’anima civile dell’Ellade. Un fatto epocale che nei risvolti speculativi e letterari ebbe l’effetto di spostare l’attenzione dalla guida divina imperscrutabile all’autodeterminazione dell’uomo, spesso meschino: almeno quanto lo è nella sua inutilità anche il Deus ex Machina che in Euripide sembra svolgere un ruolo di testimone, più che di guida delle azioni umane, come il dio degli altri tragici. Euripide e Lea Gramsdorff non sembrano avere molta fiducia nella giustizia divina. Dio è un espediente drammaturgico presente sulla scena, utile a disciplinarla ma non a determinare gli eventi o a suscitare un senso mistico.
E in questa Medea, del tutto euripidea pur tra i divani bianchi di un salotto moderno, il dio è umano: il maschio debole, opportunista, meschino, vittima di passioni banali; e la donna forte nella immane sofferenza del suo conflitto interiore, un aspetto psicologico reso dalla ottima recitazione della Gramsdorff, sorprendente nel continuo variare dai toni classici della tragedia a quelli più congeniali al contesto borghese di una Corinto contemporanea dove questa versione è stata ambientata.

Exodus in Tel Aviv

Exodus
Lea Karen Gramsdorff

a cura di Doron Polak

במכון המים
Machon Ha'mayim Gallery
Rechov Hashomer 7, Giv'atayim, Tel Aviv
opening: 18 novembre 2016 h 12

Exodus in Tel Aviv #2




(the set up)













(the opening)




(ph Amir Eshel)
(the artist and the curator)




Exodus
Lea Karen Gramsdorff
curator: Doron Polak 

Machon Ha'mayim Gallery
Rechov Hashomer 7, Giv'atayim, Tel Aviv
opening: November 18, 2016
 

"Medea" regale, bravissimo Latini


"Medea" regale, bravissimo Latini

(ph S. Fanni)

Alessandra Menesini
(L'Unione Sarda, 13 novembre 2016)

«Era meglio se la nave Argo non avesse volato verso la Colchide, oltre le azzurre Simplegadi». E non fosse mai approdata a Corinto, al palazzo di Creonte.
È una "Medea" regale e dolente, quella impersonata da Lea Gramsdorff nello spettacolo che ha aperto la stagione Akròama alle Saline di Cagliari. Una lettura contemporanea della tragedia di Euripide che debuttò ad Atene nel 431 a.C. Millenni fa, ma non molto sembra essere mutato nei rapporti di forza tra i due sessi. Non si arrende Medea, al tradimento di Giasone, al ripudio, all'esilio. Implora e minaccia, chiamando a soccorso Zeus, il garante dei giuramenti. Il suo sposo fedifrago le si presenta davanti ubriaco, la sigaretta in bocca, l'atteggiamento sprezzante del maschio prepotente.



Simeone Latini incarna magistralmente tre ruoli e tre caratteri, condensando nella sua interpretazione la viltà di Giasone, la protervia del re Creonte, la dolcezza di Egeo disposto ad aiutare l'abbandonata nel suo orrido progetto. L'atto unico si apre con le parole in greco antico recitate dalla voce fuori campo di Luisanna Ciuti. Una lampada, un divano bianco, uno scaffale. Pochi elementi ideati da Simone Dulcis, che se ne sta in alto, come un deus ex machina, inquadrato da una finestrella, e mixando i suoni assiste alla vicenda come se la scrutasse dall'Olimpo. Lea Gramsdorff è anche regista di uno spettacolo assai ben congegnato che mostra soltanto in video i figli bambini che saranno il mezzo di una tremenda vendetta. Giocano ignari, Lorenzo Farci e Marino Cagetti.

«Preparati, mio cuore». Ad affondare il pugnale nei piccoli petti, a ricambiare il dolore con un dolore più grande. Con un delitto esecrabile. Più feroce di Scilla, il mostro del Tirreno, commenta Euripide. Eppure s'intravede in questa bella versione teatrale curata in ogni particolare, una sorta di pietà per una creatura che si danna per orgoglio, che osteggia il destino o forse lo segue, che non sopporta l'umiltà che ci si aspetta dalle donne, che difende col suo atto uno stuolo di vittime. Ha vesti bianche Medea, anche quando si appresta ad uccidere. Abiti scuri, l'infido Giasone.


source: L'Unione Sarda

Medea - prima nazionale assoluta


Inaugurazione Stagione di Teatro Contemporaneo
giovedì 10 / venerdì 11 / sabato 12 novembre, ore 21
Akròama - Teatro delle Saline
presenta

MEDEA

regia Lea Karen Gramsdorff
con
Lea Karen Gramsdorff / Simeone Latini / Simone Dulcis


nei video Lorenzo Farci e Marino Cagetti
voce in greco Luisanna Ciuti
scene e costumi Simone Dulcis
disegno luci e direzione tecnica Lele Dentoni
video e audio fc Simeone Latini
operatore Alessandro Pau
foto di scena
Stefano Fanni

si ringraziano
Kirsten Müller-von der Heyden
Domenica Fadda, Antonio Nonne, Michela Palomba, Casa Fundale, Tiziana Argiolas, Alessandro Pintus, Luca Isola, Caterina Ghidini, carpenteria metallica di Sanna Valle Roberto, Scuola d'Arte Drammatica di Cagliari.


10-11-12 novembre - Cagliari
3 dicembre - Porto Torres