Residenza al Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia

Dialoghi / Διάλογοι 2021 
CSS - Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Villa Manin, Spazio Residenze
11 – 26 maggio 2021







L’Orestea di Eschilo è un classico che racconta la nascita della democrazia in Occidente e il rapporto che gli uomini e le donne hanno con l'oltrevita. 

Durante le due settimane a Dialoghi, l’attore e regista sardo Valentino Mannias, in una seconda fase di studio a Villa Manin, ha proseguito il suo percorso di ricerca attorno l'Orestea e assieme all’equipe in Residenza si è interrogato sul concetto di chorus, inteso come una comunità, un primo insieme di attori/spettatori dal quale nascono i personaggi della pièce e forse la funzione stessa del teatro.



Orestea
Valentino Mannias, regista
Maria Grazia Sughi, Lea Gramsdorff, Giuseppe Palasciano, Fabiano Fantini, Marina Occhionero, Valentino Mannias, attori
Luca Spanu, compositore delle musiche
Emilia Agnesa, consulente drammaturgica
Ida Treggiari, aiuto regista
Tiziano Fario, scenografo
Serena Trevisi Marceddu, costumista
produzione Sardegna Teatro





source: www.cssudine.it

Fare dell’arte l’arte del fare - Lea Gramsdorff a RadioX


 «Ogni forma d’arte ha un bilanciamento diverso rispetto al fattore tecnico: la musica richiede una quantità di tecnica spropositata rispetto alla recitazione. Il mestiere dell’attore invece a un certo punto rende indispensabile il fatto che la tecnica sparisca completamente. Non c’è niente di peggio di vedere un attore che fa sfoggio di tecnica. Per arrivare a un certo grado di credibilità e naturalezza serve un grande lavoro di concetto, analisi e studio del personaggio. Si dice che l’attore è “sia il musicista che lo strumento”: quello che è importante imparare è far lavorare bene queste due entità e diventa fondamentale trovare la propria tecnica. E inventare la propria calligrafia, la propria grammatica, la propria sintassi. Una volta che trovi quello, il problema della tecnica non c’è più…»



"Fare dell’arte l’arte del fare": In compagnia di Gianluca Floris, con la regia di Pietro Medda, un ciclo di puntate dedicate al mondo delle arti, per capire dalla voce dei protagonisti cosa significa il mestiere dell’artista: l’ospite di questo appuntamento è l’attrice e pittrice Lea Gramsdorff. Con lei abbiamo parlato del mestiere dell’attore nel cinema e nel teatro e del percorso che l’ha portata ad esprimersi anche attraverso le arti visive.



source: www.radiox.it

FiloDiffusione - lezioni di teatro CeDAC

 FiloDiffusione - Le Drammaturghe

Costa, Fracassi, Gramsdorff

Dialoghi a distanza tra attrici e autrici con FiloDiffusione, il nuovo progetto del CeDAC per la divulgazione della cultura teatrale che prende il via - non casualmente - lunedì 8 marzo con la prima "puntata" del trittico dedicato alle drammaturghe contemporanee. Sotto i riflettori, tre interpreti raffinate e versatili quali Lella Costa, Federica Fracassi e Lea Karen Gramsdorff per tre viaggi attraverso la vita ma soprattutto le opere (rispettivamente) di Franca Valeri, Sarah Kane e Dacia Maraini.

Le conversazioni, coordinate da Irene Palladini (ricercatrice di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università degli Studi di Cagliari) e dalla giovane laureata Francesca Melas, toccano diversi punti, dalle peculiarità della scrittura e del linguaggio all’urgenza e attualità dei temi trattati, dalla costruzione dei personaggi all’ambientazione, fino all’intreccio tra vita e arte.
L’idea di un approccio insolito e informale - pur nel rigore dello studio e della ricerca - sui capolavori della storia del teatro e sulla nuova drammaturgia italiana e mondiale nasce dalla necessità di rifondare la conoscenza e la frequentazione del teatro e delle arti performative alla luce di una estetica contemporanea.
FiloDiffusione offre agli spettatori più avvertiti e curiosi, e in particolare alle giovani generazioni, strumenti di approfondimento e visioni differenti sui vari aspetti di una mise en scène. Spazio ai grandi maestri e ai protagonisti del panorama nazionale e isolano, in una narrazione a più voci, quasi a comporre un “catalogo” ragionato, una “libreria” multimediale in cui trovano spazio celebri monologhi e dialoghi, pietre miliari della storia del teatro e testi originali.